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“10 piccoli indiani (e non rimase nessuno)”, Agatha Christie.

Bentornati o Benvenuti per la nuova recensione di oggi! Quest’oggi andrò a parlarvi un po’ di un’opera di spicco del panorama giallo. Si tratta di “10 piccoli indiani” di Agatha Christie. Lo so, nel titolo è già insito uno spoiler: “e non rimase nessuno”… ancora ad oggi non capisco la scelta della casa editrice nell’aggiungere questo sottotitolo, ma in caso vi possa consolare, il vero cuore di questo libro non sta tanto nei misteri, quanto nei colpi di scena e nella quasi “ovvietà” della trama. Si, perché, a parer mio, abbiamo davanti un’opera particolare proprio per la sua “banalità” e/o semplicità. Ma ecco a voi la trama: Lo scenario si apre in una villa misteriosa su un’isola deserta. Dieci sconosciuti, accomunati solo dall’avere alle spalle un’inquietante passato, vengono riuniti tramite una serie inspiegabile di inviti. Un misterioso padrone di casa che non si fa mai vedere, ed una filastrocca per bambini che ritornerà in maniera ossessiva a scandire un’implacabile successione di omicidi.

Inutile presentarvi Agatha Christie, la signora del giallo, una delle più prolifiche scrittrici di tutti i tempi. Ma tornando al nostro libro…

Come dicevo, questo è un libro “semplice”, scorrevole e che si divora facilmente… non tanto per il registro usato, quanto invece per, come anticipavo poc’anzi, la stesura di una trama apparentemente lineare, ma inaspettata. Di certo non posso dire che sia sconvolgente e tra le più spettacolari cui possiate assistere. Una nota interessante invece, secondo il mio punto di vista, è la caratterizzazione dei personaggi… la trama non è delle più movimentate, anche per via dell’ambientazione che, per scelta dell’autrice, è piuttosto monotona, che è però arricchita dai numerosi personaggi, e dal tocco in più che essi danno. A parer mio, a costruire una vera e propria story line ed una trama, sono proprio i personaggi. Trattati tutti per ogni singolo aspetto: pulsioni, repulsioni, passato, paure, insicurezze e pregi. Ogni ruolo nella società si inserisce nella piccola società che si viene a creare sull’isola. D’altronde, ogni piccolo nucleo che si venga a formare, anche nella realtà, rispetta un “ordine” se così possiamo dire… non voglio definirlo come “gerarchico”, ma questo libro ci sottolinea come una divisione si venga a creare sempre… colpa della società, forse, colpa della cultura.

Ma tenete pur presente che vi sto portando questa recensione in quanto non amante di gialli… anzi! Mi tengo prevalentemente alla larga da questo genere, ma se siete come me e vi va di riconsiderarlo, questo è il libro che può far per voi. Se invece siete amanti del genere, “10 piccoli indiani” può solo accrescere la vostra esperienza in quanto lettori.

Spero la recensione vi abbia convinti ad andare sull’isola e risolvere il mistero, prima che ne rimaniate vittime.

-Bellusci Mariangela

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