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A big heatwave is hitting Canada and USA

Immagine presa da Microsoft Bing

È arrivata l’estate e con essa è arrivato anche il caldo. Negli ultimi giorni in Canada e in alcune parti degli Stati Uniti si sta verificando una fortissima ondata di calore che ha fatto registrare temperature altissime arrivando anche ai 50°C. Ma quali sono le conseguenze di questo fenomeno?

A causa di questa ondata di caldo anomala si sono registrate numerose morti. La Columbia britannica ha registrato 486 morti in cinque giorni che secondo il coroner capo Lisa Lapointe è dovuto all’ondata di calore che sta colpendo lo Stato. Oltre ai morti, le temperature elevate hanno condizionato anche l’agricoltura e hanno costretto molte persone a ripararsi in centri di raffreddamento. I centri di vaccinazione sono stati costretti a spostarsi in altre località, a Vancouver addirittura alcuni residenti hanno registrato eventi strani. Come ad esempio i finestrini delle macchine che si sciolgono!

Si teme anche un aumento del rischio incendi, specialmente nella località di Lytton dove si è rilevata la temperatura più elevata (49.6°C). In questo cittadella, che si trova a 183 km da Vancouver, sono scoppiati numerosi incendi che hanno obbligato i cittadini a evacuare Lytton. Ma cosa sta provocando questa forte ondata di calore? 

Secondo gli scienziati questa ondata è dovuta alla  “cupola di calore”. Essa è come una montagna di aria calda che preme su un’ampia superfice. Mentre l’aria calda cerca di salire, l’elevata pressione la comprime verso il terreno provocando un aumento della temperatura.

Attualmente i ricercatori stanno cercando di capire quanto le attività dell’uomo abbiano influenzato questo fenomeno. Secondo  la dott.ssa Friederike Otto dell’Università di Oxford: “Ogni ondata di calore che si verifica oggi è resa più probabile e più intensa dal cambiamento climatico indotto dall’uomo” (queste sono le parole della dottoressa alla BBC). Nonostante non si possa attribuire direttamente questa ondata di calore al cambiamento climatico dovuto all’uomo, secondo gli esperti ormai la nostra impronta è dovunque. 

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