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A SCUOLA SI TORNA A SETTEMBRE, MA SOLO FINO ALLE MEDIE IN CLASSE!

E’ arrivata la conferma dal comitato di esperti che dovrà tenere conto sempre degli sviluppi dell’epidemia. Fino alle scuole medie i ragazzi torneranno in un contesto di socialità, mentre per le superiori si utilizzeranno gli strumenti digitali. Ma come funzionerà nello specifico?

Tutte i possibili scenari per il ritorno a scuola a settembre, sono stati già delineati dal comitato tecnico-scientifico e dal ministero dell’istruzione. Si prospetta un ritorno a scuola dall’asilo fino alle scuole medie con ingressi scaglionati per garantire la sicurezza a tutti. Le lezioni, saranno più corte, si pensa a lezioni di 40-45 minuti anziché un’ora e presenza di più attività laboratoriali. Si pensa anche a dividere le classi in modo tale che, una metà rimane in classe a fare italiano, mentre l’altra metà va a fare motoria. Questo perché, come tutti hanno detto, i bambini possano di nuovo socializzare. In classe, inoltre, sarà obbligatorio dalla prima elementare, quindi l’asilo è escluso, l’uso della mascherina mentre quello dei guanti non ci sarebbe. La mascherina, potrà essere abbassata solo in caso di interrogazione e se la distanza fra il docente e l’alunno sia almeno di 2 metri. Inoltre, bisognerà igienizzare bene le mani costantemente. Per le scuole secondarie di secondo grado, le lezioni, a settembre, potrebbero partire in modalità videolezione.

Amanda Ferrario, dirigente scolastico, membro del Comitato di esperti per la riapertura delle scuole, a Radio1 ci tiene a sottolineare:

«La novità rilevante è che abbiamo ascoltato tutti i mondi: studenti, genitori, rappresentanze dei docenti, dirigenti scolastici, il terzo settore, ci stiamo facendo portavoce delle istanze che vengono dalla società civile. Lo scopo è quello di riaprire le scuole a settembre perché il rapporto umano è la cosa principale e la scuola senza studenti non esiste». L’ipotesi di tornare nelle scuole di primo ciclo con una didattica a distanza o didattica mista non entusiasma gli insegnanti, i dirigenti e neanche i genitori, che si troverebbero ancora una volta in difficoltà con la gestione dei più piccoli.

Queste, naturalmente sono scelte che potranno cambiare in base all’andamento epidemiologico in questi mesi cruciali.

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