google.com, pub-8172063191489395, DIRECT, f08c47fec0942fa0
 

Altro che 9 novembre, il lockdown light potrebbe partire questo fine settimana. Ecco il rapporto del

Oggi pomeriggio l’istituto superiore di sanità ha pubblicato il nuovo report sui contagi delle regioni. L’indice Rt (indice di trasmessibilità) è a 1,7 e la situazione sta diventando sempre peggiore.

”L’epidemia in Italia è in ulteriore peggioramento, si registra una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con criticità in numerose Regioni /Province autonome: è questa la conclusione a cui arrivano l’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute alla luce dell’ultimo monitoraggio sull’epidemia, che riguarda la settimana dal 19 al 25 ottobre e che quindi non «recepisce» ancora le misure restrittive dell’ultimo DPCM. L’incidenza del virus è passata da 146,2 casi ogni 100 mila abitanti a 279,7 ogni 100 mila abitanti”.

LE REGIONI A RISCHIO

Undici Regioni italiane, secondo i dati, sono ormai classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata della malattia: Abruzzo, Basilicata, Veneto, Liguria, Val D’Aosta, Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana. Altre otto regioni sono classificate a rischio moderato con elevata possibilità di progredire a rischio alto nel prossimo mese: Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Umbria e nelle Province autonome di Bolzano e Trento. Comunque tutte le Regioni hanno riportato criticità di resilienza, tranne il Molise. E «ci sono alcuni contesti regionali in cui è importante fare una valutazione di intervento urgente e mirato», ha sottolineato il professore Silvio Brusaferro, presidente dell’istituto superiore di Sanità, nella conferenza stampa organizzata dal ministero della Salute per la cabina di regia della situazione epidemiologica in Italia. «Non c’è una bacchetta magica ma un monitoraggio stretto, continuo, che permette di confezionare la ricetta settimana per settimana», ha precisato Brusaferro, sottolineando che «il tracciamento rimane il nostro obiettivo ma per riportarlo sotto controllo dobbiamo abbassare, piegare la curva. Perché se una persona positiva ha già 5 contatti, e in genere ne ha di più, è un moltiplicatore enorme».

CIO’ CHE L’ISS CI RACCOMANDA

Le raccomandazioni sono chiare: «È necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile». Inoltre si ricorda che è «obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine». E viene ricordata anche la necessità di «rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi» i provvedimenti che prevedono la quarantena dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento. Le Regioni e le Province autonome vengono invitate «a realizzare una continua analisi del rischio, anche a livello sub-regionale», e a «considerare un tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette». Per ora le «scuole si mantengono su valori non allarmanti, di poco superiore al 3% dei contagi», rileva Locatelli, per cui attualmente «lo sforzo che sarà fatto per tenerle aperte sarà supremo» anche se «ciò che va anche considerato è l’entrata e l’uscita dalla scuola».

ECCO L‘ INDICE RT REGIONE PER REGIONE

Abruzzo: Rt 1.13 Basilicata: Rt 0.83 Calabria: Rt 1.84 Campania: Rt 1.29 Emilia Romagna: Rt 1.6 Friuli Venezia Giulia: Rt 1.47 Lazio: Rt 1.43 Liguria: Rt 1.35 Lombardia: Rt 2.01 Marche: Rt 1.35 Molise: Rt 2.1 PA Bolzano: Rt 1.92 Pa Trento: Rt 1.56 Piemonte: Rt 1.99 Puglia: Rt 1.47 Sardegna: Rt 1.04 Sicilia: Rt 1.38 Toscana: Rt 1.19 Umbria: Rt 1.45 Valle d’Aosta 0.92 Veneto: 1.47

#dpcm #attualità #chiusura #indicert #Coronavirus #scuola

0 commenti