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Articolo 3 della costituzione ‘’Il principio di Uguaglianza’’

Flashmob organized in Piazza Venezia in Rome by Italian association "Assopace Palestina" in solidarity with Palestinian uprising and general strike.

Appunti per Religione e Diritto

L’articolo 3 della costituzione recita: ‘’Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti la legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese’’.

L’uguaglianza non significa che tutti sono uguali ma che le differenze tra le persone, non possono essere motivo di discriminazione. La libertà di manifestare il proprio pensiero è garantita al cristiano come al musulmano e al buddhista.

Il principio di uguaglianza fa sì che debbano essere rimossi gli ostacoli sia fisici che morali che si frappongono ad una effettiva uguaglianza è perciò strettamente legato al concetto di giustizia, in quanto implica la necessità di regolare con leggi il miglioramento delle condizioni dei più deboli. (i poveri).

L’articolo 3 si divide in 2 parti: uguaglianza formale e uguaglianza sostanziale. L’uguaglianza formale dice che siamo tutti uguali di fronte alla legge. Per quanto riguarda l’uguaglianza sostanziale in riferimento al ruolo dello Stato nella prevenzione delle discriminazioni in tutti gli ambiti nella discriminazione, questa si attualizza ad esempio: con le borse di studio, che danno la possibilità alle persone capaci, anche se privi di mezzi, di raggiungere gradi più alti negli studi. Per cui se rimoviamo gli ostacoli di ordine economico e sociali, l’uguaglianza dei cittadini è assicurata e con esso è garantito il pieno sviluppo della persona umana e della sua dignità.

Vediamo cosa significa ‘’pari dignità sociale’’

La dignità della persona non è riconosciuta per il tipo di lavoro svolto o per il titolo istituzionale o accademico posseduto (laurea, dottorato). La dignità è infatti il valore insito nella persona, valore che nella società è riconosciuto a tutti in modo uguale. Ed è proprio alla luce della dignità di cui tutti godiamo che non ci possono essere normative discriminatorie (in passato le donne non potevano votare, divieto rimosso nel 1946).

La persona umana è la sua dignità sono al centro del pensiero sociale della chiesa in quanto l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. La chiesa parla di dignità della persona umana soprattutto negli argomenti contro l’aborto, l’eutanasia, la clonazione, nella difesa dei portatori di handicap, nelle riflessioni sulle questioni di giustizia economica e sociale. La chiesa rifiuta ogni discriminazione nel rispetto di ogni singolo uomo (senzatetto). La chiesa parla di dignità della persona nella bioetica, nella denuncia alla tortura, nelle mutilazioni, nella prostituzione, e in generale, in tutte le condizioni di vita, di lavoro degradanti. Infatti anche per l’economia e il lavoro offre un contributo prestando particolare attenzione ai poveri e ai più deboli.

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