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BOLLETTINO №8 DEL 24/02/2022

Nella mattinata di oggi poco dopo le cinque, ore Russa, il dittatore russo Putin ha dichiarato guerra all'Ucraina.

Nelle prime ore i bombardamenti hanno interessato il lato Est e Sud Est dell'Ucraina.

La Grandi Democrazie mondiali si sono messi sin da subito al lavoro per ratificare sanzioni gravissime; il Presidente Zelensky ha imposto, per forza di cose, la legge marziale ed è stato imposto il coprifuoco dalle 22 alle 7.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in seduta straordinaria, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa dal quale; questo parte del comunicato pubblicato sul sito ufficiale della Presidenza della Repubblica Italiana:

«Il Consiglio Supremo di Difesa esprime la più ferma condanna per l’ingiustificabile aggressione militare lanciata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina, che rappresenta una grave e inaccettabile violazione del diritto internazionale e una concreta minaccia alla sicurezza e alla stabilità globali. La Repubblica Italiana chiede alla Federazione Russa l’immediata cessazione delle ostilità e il ritiro delle forze fuori dai confini internazionalmente riconosciuti dell’Ucraina. L’Italia ribadisce il pieno sostegno all’indipendenza e all’integrità territoriale dell’Ucraina, Paese europeo amico e democrazia colpita nella sua sovranità. La Repubblica Italiana esprime massima vicinanza e solidarietà al popolo ucraino e alle sue legittime Istituzioni, alle vittime e alle tante persone che ne soffriranno le conseguenze. Nell’affrontare la crisi in atto, l’Italia manterrà uno stretto raccordo con i propri partner in tutti i principali consessi internazionali. Insieme con i paesi membri dell’UE e gli alleati della NATO è indispensabile rispondere con unità, tempestività e determinazione. L’imposizione alla Federazione Russa di misure severe vede l’Italia agire convintamente nel quadro del coordinamento in seno all’Unione Europea.

Perché l’Europa non precipiti improvvisamente in un vortice di guerre, è necessario agire con forza e lungimiranza per ristabilire il primato del diritto internazionale e la salvaguardia dei principi e dei valori che hanno garantito pace e stabilità al nostro continente.»

Tra le città cadute che hanno capitolato si rinvengono il porto del Mar d'Azov, Chernobyl, aeroporti vicino Kiev; riserve di munizioni Ucraine quasi tutte perse nei bombardamenti del mattino.

Il blitzkrieg stile Hitler ha avuto i suoi effetti, anche economico con economia mondiale in picchiata e prezzi delle materie prime alle stelle.

Il Dittatore Putin, oltre a giustificarsi con una farneticante necessità di demilitarizzare e denazificare l'Ucraina, non ha intenzione di ritirare le truppe ed anzi minaccia l'Europa di espandersi anche verso Ovest. In Russia le manifestazioni spontanee si contano a centinaia per dire al dittatore “no alla guerra”, tuttavia, con accuse assurde, molti manifestanti sono stati arrestati e il Ministero dell'Interno Russo ha avvertito i cittadini di non mettersi nei guai. Alla flotta mercantile Ucraina è stato mandato un ultimatum, arrendersi e arruolarsi nell'Armata Rossa.

A gran voce la comunità internazionale chiede al leader russo di ritirare le truppe.


Queste le principali notizie di guerra.

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