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CORONAVIRUS: allarme dal GIAPPONE, una nuova VARIANTE del COVID riduce l’EFFICACIA dei VACCINI


In Giappone si TEME per NUOVA VARIANTE

Per circa due mesi, fino a quello scorso, riferiscono le fonti, 12 pazienti Covid su 36, sarebbero stati infettati, pur non avendo mai viaggiato e frequentato altre persone poi risultate positive all’agente patogeno. La notizia arriva nel corso di una seconda impennata di infezioni che ha investito in particolar modo la città di Osaka e altre due prefetture dell’arcipelago, Hyogo e Miyagi, dove da oggi sono entrate in vigore restrizioni simili a quelle revocate due settimane fa nella capitale Tokyo.

In una audizione parlamentare, come riportato anche dal quotidiano Corriere della sera, il premier Yoshihide Suga ha cercato di stemperare i toni, affermando di non ritenere imminente una quarta ondata. Meno rassicuranti le dichiarazione del capo della commissione medica, il quale non ha escluso che l’ascesa dei contagi in atto a Osaka possa riproporsi anche a Tokyo. “La quarta ondata sarà più diffusa” ha detto Koji Wada, professore dell’Università di Tokyo, “dobbiamo iniziare a discutere come estendere a Tokyo misure specifiche”.

“In attesa di dati scientifici certi sulla variante E484K e sulla sua eventuale resistenza ai vaccini, ha affermato Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e professore associato di Malattie Infettive all’Università di Roma Tor Vergata, c’è in generale grande preoccupazione rispetto alle mutazioni del virus SarsCov2 e la necessità di attuare un forte monitoraggio”. Da parte sua, il virologo Roberto Burioni, dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha invitato alla cautela e, in un tweet, ha scritto: “Vaccini e varianti. No al ‘varianterrorismo’. I vaccini funzionano”.

Quella contro le varianti, ha spiegato Andreoni, “è ormai una corsa contro il tempo: più il virus circola più tende a mutare e dare luogo a nuove varianti. L’unica strategia è dunque quella di bloccare il prima possibile la circolazione del virus e per far questo la vera arma di cui disponiamo è la vaccinazione. Dunque, è fondamentale in questo momento velocizzare il più possibile la campagna di vaccinazione, per immunizzare il maggior numero di persone in tempi rapidi, bloccare il virus e impedire così che origini altre mutazioni”.

Più duro invece il virologo Fabrizio Pregliasco dell’Università Statale di Milano: “Ci vuole un monitoraggio ferreo e va valutata una sospensione più generalizzata dei voli aerei se fosse confermata l’ulteriore espansione delle nuove varianti” Attualmente in Italia, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, la cosiddetta variante inglese è diventata dominante con una prevalenza dell′86,7%, (con valori oscillanti tra le regioni tra il 63,3% e il 100%). Per quella ‘brasiliana’ la prevalenza è del 4,0% (0%-32,0%), mentre le altre varianti monitorate sono sotto lo 0,5%.

#COVID19

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