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CORONAVIRUS: ci sarà mai l’IMMUNITA’ di GREGGE? La RISPOSTA degli ESPERTI


IMMUNITA’ di GREGGE, ecco il parere degli ESPERTI Vaccini, distanziamento, norme anti-coronavirus, restrizioni, zone rosse e lockdown, tutto questo ci porterà ad un’aspirata IMMUNITA’ di GREGGE? In molti se lo chiedono e in molti aspettano risposte dal mondo scientifico.

Con oltre 400 milioni di dosi di vaccini contro il coronavirus somministrate nel mondo, epidemiologi e virologi iniziano a fare qualche nuova valutazione sulla cosiddetta “immunità di gregge”, ma le loro previsioni non sono molto incoraggianti, come riportato anche da Repubblica . Considerate le caratteristiche del virus e l’andamento delle campagne vaccinali, sembra sempre più improbabile che si possa raggiungere in tempi brevi una diffusa immunizzazione della popolazione, con la conseguente fine della pandemia. Come spiegano già da tempo gli esperti, il CORONAVIRUS diventerà una malattina endemica, ovvero sempre presente tra la popolazione come avviene già con l’influenza. Ciò renderà gestibile la malattia, grazie ai vaccini e ai ricorrenti contagi che rafforzeranno la memoria immunitaria, ma nel breve-medio periodo dovremo probabilmente affrontare una fase in cui non potremo contare sull’immunità di gregge, con maggiori rischi di nuove ondate.

Il sito della rivista scientifica Nature ha consultato numerosi esperti sul tema che si sono confrontati sul fatto che l’immunità di gregge, con molta probabilità, non sarà mai raggiunta. Ricordiamo che il punto principale dell’immunità di gregge deriva dal fatto che anche se una persona diventa infetta non potrà contagiarne molte altre, perché tra la popolazione ci sono pochi individui ancora suscettibili grazie al fatto di avere sviluppato un’immunità, derivante da un precedente contagio o da una vaccinazione, che impedisce l’ulteriore diffusione di ciò che causa la malattia.

La capacità di un vaccino di bloccare la trasmissione deve essere comunque piuttosto alta per ottenere un’immunità di gregge. Ciò non significa che debba raggiungere il 100 per cento: secondo diversi ricercatori una capacità del 70 per cento potrebbe essere sufficiente, anche se non garantirebbe di fermare completamente le catene dei contagi. In circa tre mesi di campagne vaccinali è diventato sempre più evidente che ci sono enormi differenze nelle modalità e nei risultati ottenuti a seconda dei paesi, e talvolta di singole aree geografiche. In linea teorica, una vaccinazione massiccia e coordinata in tutto il pianeta potrebbe far sparire per sempre la COVID-19, ma un risultato di questo tipo appare impossibile da raggiungere.Bisogna aggiungere inoltre, che non sappiamo ancora quanto duri l’immunità acquisita per via naturale dopo essere stati contagiati o tramite vaccinazione. Sulla base delle conoscenze derivanti dallo studio degli altri coronavirus che interessano gli esseri umani, i ricercatori ritengono che l’immunità dall’attuale coronavirus svanisca nel corso del tempo. In conclusione, chi si occupa di realizzare modelli e fare previsioni invita a ricordare che molte assunzioni sull’immunità di gregge sono state svolte basandosi sulla situazione attuale, dove nella maggior parte dei paesi sono in vigore restrizioni, si pratica il distanziamento fisico e si indossano le mascherine.

Appare quindi improbabile che si possa raggiungere facilmente un’immunità di gregge solamente attraverso la vaccinazione. I vaccini difficilmente potranno fermare la diffusione del coronavirus, ma questo non significa che siano poco importanti. Come sta diventando evidente man mano che procedono le somministrazioni, i vaccini riducono fortemente il rischio di sviluppare sintomi gravi della malattia, tali da rendere necessari ricoveri in ospedali con il conseguente rischio di mettere sotto forte stress i sistemi sanitari.

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