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Coronavirus: parla Speranza sulla vicenda vaccino!

Stiamo investendo molto sul vaccino… Così il ministro della salute Speranza ha iniziato una sua intervista. Parole che significano molto per tutti oggi che stiamo aspettando proprio questo benedetto vaccino che, forse, ci farà uscire dalla pandemia che stiamo vivendo.

“Stiamo investendo molto sul vaccino perché lo riteniamo la soluzione vera a cui l’Italia, l’Europa e tutti i Paesi del mondo stanno lavorando. Abbiamo costruito un’alleanza, in modo particolare con Germania, Francia e Olanda, per rafforzare la proposta europea in campo di vaccini e siamo convinti che tutti i tentativi che sta facendo il mondo scientifico possano, in un tempo che ci auguriamo sia il più breve possibile, portare dei risultati”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza a Scala (Salerno) dove sta partecipando alle celebrazioni in memoria del Beato Gerardo Sasso.

“Il contratto prevede che se le cose andranno bene, se ci sarà una validazione, i dati al momento sono incoraggianti, potremo avere le prime dosi già entro la fine dell’anno e poi ancora l’inizio dell’anno successivo. Dobbiamo insistere e continuare ad investire perché il vaccino è la soluzione vera al problema che abbiamo di fronte”. Ha aggiunto il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Questo è il contratto che è stato sottoscritto con Astrazeneca il vaccino di Oxford il cui vettore virale è fatto a Pomezia e il cui infialamento avverrà ad Anagni, quindi con un’Italia fortemente protagonista in questa sfida. Oggi è un candidato vaccino, quindi ci vuole grande prudenza”, ha sottolineato.

Un vaccino che però in molti reputano pericoloso perchè non è stato e non sarà testato a sufficenza e, quindi non si conosce bene quali potranno essere gli effetti collaterali in futuro. ”Alcuni dicono che la corsa al vaccino farà ammalare molte più persone di Covid”

La Camera ha approvato il decreto Covid che ora va al Senato.

I voti favorevoli sono stati 219, i contrari 126, 1 astenuto. Il decreto, in seguito all’estensione (con delibera del Consiglio dei Ministri del 29 luglio) fino al 15 ottobre dello stato di emergenza per il Covid, proroga l’efficacia delle disposizioni contenute nei decreti legge 19 e 33 che hanno disciplinato, rispettivamente, l’applicazione delle misure per contrastare l’espandersi dell’epidemia ed il loro graduale allentamento. Ma la polemica sul decreto è sorta su un comma del decreto che riguarda il rinnovo dell’incarico dei direttori dei servizi di informazione per la sicurezza. Questa norma stabilisce che il rinnovo dell’incarico dei direttori di DIS, AISE e AISI, può essere disposto per più di una volta con successivi provvedimenti e per al massimo ulteriori quattro anni. Attualmente l’incarico dei direttori, della durata massima di quattro anni, può essere rinnovato una sola volta.

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