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Cosa cambia con la Russia fuori dal Consiglio dei Diritti Umani ONU? (editoriale)

Con l'esclusione della Russia dal Consiglio dei diritti umani ONU si apre una nuova era - espulsione dovute alle violazione dei più elementari diritti umani, deportazioni in gulag con modalità simili al nazismo, sparatorie sui civili con modalità simili ai rastrellamenti nazisti; insomma colui che vuole denazificare sta comportandosi da nazista-.

Da dove deriva la sua volontà di denazificare? Dalla presenza di un battaglione semilegale composto da eversivi neonazisti: il battaglione Azov - che sono neanche l'1% della popolazione - e a cui Zelensky non ha espresso condanna. Ma andiamo per gradi.


§1 Il Trattato ONU

Il Trattato Istitutivo dell'Organizzazione Nazioni Unite ci dà alcune risposte a quesiti dibattuti. La Russia, per i crimini di guerra, può esser processata?

Sino a quando la Russia è membro permanente, nella teoria dei fatti, non può essere processata se il Consiglio di Sicurezza non vota con nove voti, ovvero più, voti a favore del processo; in questi voti, tuttavia, ex art. 27 devono comprendere anche il voto dei membri permanenti - la Russia è membro permanente. Lo stesso articolo, però, ci dà anche una deroga: «tuttavia nelle decisioni previste dal capitolo VI e dal paragrafo 3 dell’articolo 52, un Membro che sia parte di una controversia deve astenersi dal voto.» Significa che la Russia non dovrebbe votare? A ben leggere l'articolo la risposta non è scontata e si potrebbero vedere due scenari: 1) La Russia è membro permanente quindi esclusa; 2) la Russia, pur essendo permanente, ha iniziato una guerra, quindi non deve votare. Per trovare la chiosa, andiamo al rimando di cui all'art. 27 (nella fattispecie art. 52).

Il paragrafo 3 dell'art. 52 dice: «Il Consiglio di Sicurezza incoraggia lo sviluppo della soluzione pacifica delle controversie di carattere locale, mediante gli accordi o le organizzazioni regionali, sia su iniziativa degli Stati interessati, sia per deferimento da parte del Consiglio di Sicurezza.».

Alla luce di ciò, è valida la tesi sub 1) o sub 2)? Dipende da come si interpreta l'art. 52 comma -paragrafo- 3. Se intendiamo con «controversie di carattere locale» anche le mire espansionistiche, allora la Russia deve astenersi, ma, se continuiamo nella lettura, si vede che la soluzione pacifica può essere richiesta anche su «iniziativa» degli Stati interessati - dalla controversia - o «da parte» del Consiglio di Sicurezza. Significa che un Paese come l'America, nella teoria, può chiedere una soluzione nel Consiglio di sicurezza - due motivi: a) fa parte del Consiglio; b) è membro permanente -. In quest’ottica è facile dunque giungere alla conclusione più logica, cioè la Russia può essere processata per i reati previsti e puniti ex art. 5 della Convenzione dell’Aja -crimini di guerra tra gli altri -.


§2 Scelta del Legislatore Unitario

La scelta del Legislatore Unitario per l'istituzione dell'Onu la leggiamo nel preambolo al Trattato: «Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità[...]»; il lavoro del legislatore è stato dunque quello di portare una pace stabile e duratura dopo la II Guerra Mondiale, la più cruenta guerra che il mondo abbia conosciuto. Ora, come comportarsi, alla luce di quanto detto nel §1, con la Russia?

L'idiosincrasia non solo con l'Ucraina, ma il segnale sotteso è contro la NATO, è risalente alla dissoluzione dell'Unione Sovietica.

Con lo scioglimento della linea rossa il 26 Dicembre 1991 - con la dimissione di Gorbachev - gli ex Stati sovietici hanno creato tutti delle repubbliche più o meno indipendenti da Mosca. L'Ucraina è Stato cuscinetto, ultimo Paese Europeo dalla prospettiva americanocentrica, primo paese sovietico dalla prospettiva russocentrica. La NATO, secondo la Russia, non doveva espandersi.

Potremmo fare una comparatio tra Unione Europea, ONU e NATO, perché il filo conduttore che lega le tre organizzazioni sovranazionali è una: la richiesta di entrata. È come, per capirci, una sorta di associazione: in un'associazione una persona sceglie di entrare, non glielo impone nessuno e nessuno può imporre alla persona di non entrare nell'associazione. Funziona così nella NATO, ONU ed UE, nessuno obbliga nessuno ad entrare, ma allo stesso tempo nessuno può impedire che ciò avvenga.

È per questa ragione che l'ONU basa tutta la sua politica, come del resto anche l'UE - con le eccezioni del caso - sul pacifismo. Questo chiaro intento è espresso ancora più efficacemente nell'art. 33 del Trattato ONU che dice: «Le parti di una controversia, la cui continuazione sia suscettibile di mettere in pericolo il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, devono, anzitutto, perseguirne una soluzione mediante negoziati, inchiesta, mediazione, conciliazione, arbitrato, regolamento giudiziale, ricorso ad organizzazioni od accordi regionali, od altri mezzi pacifici di loro scelta».

Ci dice che se c'è una controversia, e questa controversia può «mettere in pericolo il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale» le parti si devono - detto in parole povere - mettersi d'accordo attraverso negoziati diplomatici - anche se durano anni, non importa, basta che sia una soluzione pacifica -.Il legislatore ONU ha voluto ribadire il principio di salvaguardia del mondo dalla guerra citato nel primo punto del preambolo, segno che la pace era ed è sentita come qualcosa di proprio, la guerra deve essere ripudiata, per usare un verbo preso dalla costituzione italiana. La Russia, quindi, potrebbe essere processata? Se il Consiglio di Sicurezza non dovesse deliberare contro la Russia, può farlo l'assemblea ex artt. 11 e 13, in particolare, all'art. 11 comma 1 si dice «L’Assemblea Generale può esaminare i princìpi generali di cooperazione per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, compresi i princìpi regolanti il disarmo e la disciplina degli armamenti, e può fare, riguardo a tali principi,raccomandazioni sia ai Membri, sia al Consiglio di Sicurezza, sia agli uni ed all’altro.» oppure applicare i poteri all'art. 18, fra cui «la sospensione dei diritti e dei privilegi di Membro, l’espulsione di Membri». O con la raccomandazione o con la sospensione - o espulsione - l'Assemblea, sovrana, può prendere in mano le redini della situazione, come ha già fatto sospendendo, a buon diritto, la Russia dal Consiglio dei Diritti Umani, l'indomani della strage di Bucha.


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