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Diciannovesima tappa: Il trionfo di Buitrago sulle Tre Cime di Lavaredo

È il grande giorno della tappa regina del Giro d'Italia, la numero 19, con arrivo sulle Tre Cime di Lavaredo a dieci anni esatti dall'ultima impresa targata Vincenzo Nibali. Ai nastri di partenza di Longarone non c'è Hugh Carty costretto al ritiro causa problema gastrointestinale. La fuga di giornata si forma dopo una serie di chilometri ed è composta da: Veljko Stojnic e Larry Warbasse , in seguito vengono raggiunti da Magnus Cort Nielsen , Derek Gee e Alex Baudin. Si inseriscono anche Davide Gabburo , Vadim Pronskiy , Patrick Konrad, Nicolas Prodhomme , Santiago Buitrago , Michael Hepburn, Stefano Oldani, Mattia Bais, Josè Rojas e Carlos Verona. Un piccolo siparietto coinvolge il gruppo maglia rosa dalla quale evade Ben Healy che viene subito tallonato da Thibaut Pinot, ripresi una volta l'irlandese della Ef tenta l'affondo una seconda volta ma il diktat è chiaro non può andare in fuga uno come Thibaut Pinot e dopo le prime ilarità, il giovane Ben subisce un rimpreovero dal gregario di Thomas, Salvatore Puccio. Attraversate le prime asperità di giornata, Campolongo e Valparola il gruppo dei battistrada raggiunge un vantaggio massimo di 8'. Spettacolo puro si ha una volta affrontato il Giau, tra i battistrada tenta l'affondo Carlos Verona raggiunto poi da Buitrago, Gee, Hepburn e Cort Nielsen. La stoccata decisiva la da Derek Gee nei pressi del lago di Misurina ma un sontuso Buitrago riesce a tenergli testa e sulle pendenze finali sale con il suo passo stacca il compagno di fuga canadese e alza le braccia al cielo sul prestigioso traguardo. Per il colombiano è la seconda vittoria alla corsa rosa, dopo quella dello scorso anno. Tra i big Primoz Roglic, avvolto tra due ali di folla che sventolano bandiere slovene, guadagna 3" sulla maglia rosa Geraint Thomas, male Almeida che perde pure oggi una ventina di secondi. Domani le asperità del Monte Lussari decreteranno il vincitore di questo Giro d'Italia, una cronoscalata di 18 km dove Thomas e Roglic dovranno contare solo su loro stessi per agguantare a Roma la gloria del trofeo "senza fine".

Oa sport

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