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Google esalta la fotocamera dei Pixel 6: hardware e magie del machine learning

Google pixel 6 pro

Google Pixel 6 e 6 Pro sono gli ultimi nati della casa di Mountain View e puntano tantissimo sulla fotocamera, intesa come un perfetto connubio di hardware rinnovato e potenziato e funzioni rese possibili dalle capacità di machine learning di Google Tensor.

Se negli ultimi giorni abbiamo parlato di qualche intoppo sui display , della sfida di velocità con Apple dei modi per lanciare Google Assistant e non solo, adesso vediamo come, sul blog ufficiale, Google  ha deciso di esaltare le capacità fotografiche dei suoi nuovi smartphone di riferimento.

La fotocamera di Google Pixel 6 e 6 Pro: hardware e machine learning

Isaac Reynolds (Product Manager, Pixel Camera Software) e Alexander Schiffhauer (Product Manager, Pixel Camera Hardware & Research) hanno preso la parola per evidenziare i principali punti di forza delle fotocamere di Google Pixel 6 e Google Pixel 6 Pro.

In primo luogo, viene rimarcata la presenza, per la prima volta nella Pixel Camera,, della funzione Live HDR+ in tutte le modalità video, inclusa quella 4K a 60fps, nonché nelle principali app social e di messaggistica. Questa funzione è resa possibile dal nuovo ISP (Image Signal Processor) integrato in Google Tensor, che migliora anche la stabilizzazione e il riconoscimento dello skin tone delle persone in tempo reale.

google pixel 6 live hdr+

La fotocamera principale di Google Pixel 6 e Google Pixel 6 Pro cattura 2,5 volte la luce di quella di Google Pixel 5, portando un grosso upgrade per la modalità notte (Night Sight) grazie alla combinazione del nuovo ISP e di algoritmi migliorati di motion detection per evitare di catturare immagini sfocate.

google pixel 6 night sight

Coi nuovi smartphone, Google ha compiuto un passo in avanti per quanto riguarda la fedeltà di resa di ogni skin-tone. Anche in Real Tone a giocare un ruolo primario sono Google Tensor e il machine learning. Il tutto viene completato da Frequent Faces che, se attivato, permette alla Pixel Camera di imparare il corretto bilanciamento del bianco da applicare per le persone fotografate più spesso.

google pixel 6 real tone

Google Tensor e il machine learning sono alla base anche di Face Unblur, che promette di offrire foto nidite e dettagliate anche se scattate a persone in movimento. Del funzionamento di Face Unblur.

google pixel 6 face unblur

L’interessante Motion Mode, al momento in beta per i Pixel 6, permette di ottenere risultati creativi tramite le modalità Action Pan e Long Exposure. Qui Google Tensor gestisce un gran numero di calcoli (motion vector calculations, frame interpolation, subject segmentation, hand-shake rejection e blur rendering).

google pixel 6 Motion Mode

Esclusiva di Google Pixel 6 Pro, la nuova fotocamera telephoto offre uno zoom ottico 4x con un sensore più grande di quello principale di Pixel 5 e capace di catturare molta più luce e, inoltre, viene affiancata da versioni migliorate di Super Res Zoom e HDR+ Bracketing. Lo stesso Google Pixel 6 Pro dispone poi di un’altra chicca: la fotocamera anteriore è grandangolare e permette di effettuare uno zoom out a 0,7x così da far entrare più persone nei selfie di gruppo. Il tutto senza dimenticare il supporto alla registrazione video in 4K e la modalità Speech enhancement, che sfrutta la TPU di Google Tensor per processare audio e video, isolare il parlato e ridurre i rumori ambientali fino all’80% (secondo dati dichiarati da Google).

Infine, la nuova modalità Magic Eraser integrata in Google Foto, sfruttando nuovi algoritmi e tutte le capacità di machine learning di Google Tensor, permette di rimuovere agevolmente (e in maniera sorprendentemente efficace) gli oggetti indesiderati dalle foto.

#telefonia

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