google.com, pub-8172063191489395, DIRECT, f08c47fec0942fa0
top of page

Intervista ad Agnese Lenni «per me è essenziale il ruolo del sentimento delle mie opere»

Cari amici lettori, oggi siamo con Agnese Lenni, 18 anni, studentessa presso il Liceo Linguistico di Montepulciano, illustratrice con competenze sia digitali che tradizionali e scrittrice sia di poesie e racconti, socia del Leo Club Siena e Graphic Designer Distrettuale.


Allora, Agnese, anzitutto grazie per aver accettato il nostro invito. Iniziamo subito, dove hai preso ispirazione per i tuoi quadri e da cosa derivano i soggetti rappresentati?

Ricordo perfettamente la sera in cui l'idea di realizzare questa mostra è affiorata, più di un anno fa, perchè si tratta di uno dei momenti più importanti della mia vita. Mi trovavo a cena in un ristorante nella zone di Forte dei Marmi, poco dopo aver assistito ad una riunione distrettuale, dove ho conosciuto per la prima volta i soci di quello che sarebbe diventato il mio Leo Club. Una socia, in particolare, Elisabetta, che ringrazio ancora, mi chiese se avessi degli interessi e io le parlai della mia arte. Presto scoprii che condivideva le mie passioni e che era una musicista. Passammo la serata a parlare di idee per futuri service legati alle nostre passioni e, nei mesi successivi, sviluppammo l'idea della mostra di cui sto parlando. Fu Elisabetta a scegliere la tematica e le varie disabilità da trattare, insieme al bullismo e cyberbullismo. In seguito, passai svariate settimane a ragionare sul come rappresentare visivamente concetti così ampi senza cadere nella banalità e rispettando la sensibilità degli altri. Soprattutto, per me è essenziale il ruolo del sentimento delle mie opere: per questo mi sono ispirata ad esperienze personali e a temi a me cari per affrontare le varie tematiche in modo efficace. Nonostante siano cambiate molte cose nell'ultimo anno, adesso possiamo dire di essere riuscite a portare a termine questo bellissimo service e non potremmo esserne più felici.

Andando nel particolare, il soggetto, nel quadro dedicato al bullismo, ha gli occhi spenti e il viso quasi assuefatto alle mani che la indicano. Perchè questa espressione e soprattutto che valenza hanno questi colori spenti? Cosa vuoi trasmettere con quest'opera?

Uno dei concetti dominanti, quando si parla di bullismo, è l'esclusione; eppure, in questa composizione vediamo il soggetto posizionato al centro. Ciò che ho voluto mettere in risalto non è il bullismo messo in atto dagli altri, ma la vittima stessa. Lei non ha bisogno di dita, come i bulli, ma penetra nell'animo di chi la osserva tramite la sua espressione. Quest'ultima è neutra, come se non fosse afflitta dalle circostanze esterne e può sembrare quasi vuota: ma lo sguardo della ragazza è molto intenso, anche se esausto. Il vero soggetto di questo dipinto non sono i volti anonimi dei bulli nè la sofferenza della vittima: siamo noi. Questo è il messaggio lanciato dal suo sguardo, concentrato sull'osservatore. Quest'immagine lancia una provocazione e mette direttamente in risalto la nostra indifferenza. La scelta dei colori rafforza il significato dell'opera. I blu violacei spenti e il nero, cupo, rappresentano l'aspetto tragico della situazione in cui si trova la giovane, mentre il rosso che la circonda rappresenta l'emergenza con la quale è necessario agire.

Passiamo ora ad un altro quadro. La ragazza di spalle illuminata dagli schermi. A tuo parere, al giorno d'oggi, potremmo dire di essere tutti illuminati da questi schermi?

L'impostazione moderna della nostra società ci impone l'utilizzo di strumenti elettronici: ormai le competenze in ambito digitale, e il conseguente utilizzo di cellulari e computers, sono richieste sia in ambito scolastico che lavorativo, e persino in quello artistico. Anche le illustrazioni che compongono la mia mostra sono state da me realizzate tramite la tecnica della pittura digitale, ad esempio. Io stessa sono una dei moltissimi artisti che supportano l'utilizzo di metodi digitali per creare arte. La mia risposta, quindi, è un "sì" piuttosto netto. Pressochè ogni ambito della nostra vita è influenzato in un modo o nell'altro, dalla digitalizzazione. Particolarmente efficace è il controllo dei social media hanno sulle nostre giornate, a causa del loro effetto sullo stato mentale e le emozioni delle persone, specialmente dei giovani. Il pericolo più grande che pongono alla salute mentale dei più fragili, oltre ad essere un potente veicolo di cyberbullismo e negatività, è costituito dal ciclo di dipendenza dopaminica che creano, dal quale è estremamente difficile uscirne. Tuttavia non credo che si tratti di un cambiamento completamente inarrestabile nelle nostre vite, nè che dovremmo restare passivi di fronte ad esso. Quanto il digitale, e i social media, affliggono la nostra vita e il nostro stato mentale resta una nostra responsabilità e scelta personale, per quanto possa essere difficile prenderla.

Ora l'ultima domanda. Quale è stata la causa scatenante che ti ha portato a dipingere questi quadri - la donna in sedia a rotelle, la ragazza con i fiori di loro, la giovane cieca che tocca il viso del ragazzo, la ragazza illuminata con le mani illuminate da un fascio di luce?

L'illustrazione contenente la ragazza in sedia a rotelle è nata dal bisogno di una rappresentazione pura della disabilità. Questo tema tende ad essere "isolato" e quasi "confezionato", fin troppo spesso; mostrato soltanto in occasioni "adatte" e sempre accompagnato da un significato che vada oltre la semplice immagine. Sempre verso un fine, anche se giusto. Personalmente, penso che il modo più efficace per sensibilizzare le persone e normalizzare le disabilità non sia quello di legarle sempre a eventi grandiosi o a nobili significati. Ribadisco sempre l'importanza della persona sopra la malattia o il disturbo che la affligge o caratterizza. Non conosciamo il motivo per cui la ragazza raffigurata utilizzi una sedia a rotelle, nè abbiamo una storia eroica per giustificarla. Si tratta semplicemente di una giovane donna, sorridente e in una posa naturale, da fotografia. La giovane di fronte al quadro raffigurante i fiori di loto è nata da un riflesso della mia stessa tristezza, invece, e dall'empatia che provo verso le persone afflitte dalla depressione. Questo disegno presenta un'intensa simbologia. Possiamo vedere uno sfondo scuro in cui il soggetto, una ragazza, si perde quasi, essendo anch'essa colorata dallo stesso grigio. Diventa trasparente, influenzata dalla sua stessa visione delle cose e dalle sue emozioni negative. A volte, nella vita di chiunque, quell'ombra può sovrastare la luce e i momenti felici. Eppure, al centro, vediamo un dipinto interamente colorato di giallo, proprio perchè si tratta del colore più spesso associato alla felicità. Questo contrasto descrive come l'arte possa illuminare i nostri giorni e riempirlo di felicità, oltre che donargli nuovamente un senso tramite passione. Il soggetto nel dipinto è essenziale: dei fiori di loto. Questo bellissimo fiore sboccia sulla superficie dell'acqua degli stagni e ogni notte si richiude sprofondando nel fango, per poi rifiorire nuovamente con l'alba. Pensare ai fiori di loto ci insegna ad avere speranza perchè, come il buio cala ogni sera, anche il sole sorge sempre. La luce del dipinto mette in risalto la silhouette della giocane. Probabilmente anche lei sboccerà come un fiore di loto, un giorno. L'opera raffigurante una giovane cieca mentre la poggia le mani sul viso di un ragazzo è ispirata ad una storia personale. Avevo una lontana parente che ormai da tutta la vita conviveva con la cecità (purtroppo sono costretta ad utilizzare il passato, poichè la persona di cui parlo non è più con noi). Da piccola, vivendo lontano, non la andavo a trovare molto spesso, però ho ancora un vivido ricordo; ogni volta che passavo a visitarla mi salutava appoggiandomi le mani sul viso, dicendomi che ero cresciuta. Al tempo, non capivo come potesse saperlo; in fondo, non poteva vedermi. Ma con il tempo credo di aver compreso cosa intendesse. Ciò che è realmente importante è la connessione fra le persone, il sentimento. E lei lo esprimeva tramite le sue mani. Nel dipinto possiamo notare come il colore si concentri sul viso della persona amata e sulle mani dell'altra, mentre il resto è in bianco e nero. Questa scelta rafforza il significato dell'opera: la vita si anima grazie al sentimento e all'amore che proviamo, entrambe cose che vanno oltre la disabilità. Il mare nello sfondo,con le sue onde, rappresenta gli ostacoli della quotidianità. L'ultima illustrazione, invece, dalla quale prende il nome la mostra, "Prospettive", ha un significato molto particolare. Il tema, ovvero la sordità, non è trattato direttamente nè ha un messaggio rigido e ben definito. Il soggetto è una ragazza che muove, in alto davanti a sè, le sue mani in modo quasi teatrale. I lineamenti del viso sono proiettati da una forte luce calda che simboleggia la felicità e l'emozione umana in generale. L'immagine rappresenta il linguaggio dei segni e il loro potere di alterare e descrivere le cose, se soltanto lo illuminiamo di sentimento. Questa rappresentazione nasce dal mio bisogno di trascrivere in forme e colori qualcosa di invisibile.

Cosa vorresti dire a chi vedrà i tuoi quadri?

Vorrei ringraziare tutti coloro che scelgono di dedicare il tempo all'arte, tramite la visione o lo studio di opere pittoriche e letterarie, e che hanno osservato le mie illustrazioni mettendo in gioco il loro sentimento e spirito critico. Infine, auguro a tutti gli osservatori e, in questo caso, ai lettori, di poter mantenere sempre il loro punto di vista aperto a nuove prospettive. Ci tengo inoltre a ringraziare l'associazione di cui faccio parte, il Leo Club International, e in particolar modo il mio club, Leo Club Siena, per avermi dato l'opportunità di esporre i miei quadri in quella che è stata una bellissima mostra e serata, che ha avuto luogo il 9 Dicembre a Siena, con il titolo di "Prospettive"

Bene, cari amici lettori, grazie ancora ad Agnese per averci dedicato del tempo e correte a seguirla sul suo profilo Instagram @agnychan per ammirare dei suoi capolavori. Un abbraccio e alla prossima.


GALLERIA FOTOGRAFICA (per gentile concessione di Agnese Lenni)

Ecco a voi tre opere di Agnese (Foto 1: bullismo; foto 2: cyberbullismo; foto 3: cecità)






0 commenti

Comments


bottom of page