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La sostenibilità ambientale

A partire dagli anni 70, la popolazione mondiale iniziò a preoccuparsi delle condizioni del globo; infatti studiosi, organizzazioni e stati pensarono di ideare lo sviluppo sostenibile. Lo sviluppo sostenibile deve soddisfare i fabbisogni delle popolazioni attuali e future riducendo gli sprechi e l’inquinamento, che si stavano accumulando creando problemi di salute per gli uomini, animali e vegetazione. Oggi, anche con le leggi attualmente in vigore, la popolazione fatica a risparmiare e a non sporcare: continua a inquinare i nostri mari facendo ammalare le piante e i pesci, quegli stessi pesci che mangiamo e che a loro volta avevano ingerito plastica e petrolio, facendo ammalare noi persone; inquina la Macchia Mediterranea attualmente protetta, dove si trovano piante e animali in via d’estinzione. Un altro modo con cui inquiniamo sono i veicoli a energia fossile che immettono una quantità di CO2  pari a 110grammi all’anno (veicoli euro 4,5,6).                                            

Oggi si parla molto di riscaldamento globale, ma cos’è⁇

E‵ la quantità di anidride carbonica immessa nell’aria che, nel corso degli anni ha consumato lo strato di ozono che, impediva ai raggi UV (ultra violenti) di penetrare sulla Terra e di provocare l’alzamento delle temperature che provoca lo scioglimento dei ghiacciai e quindi l’alzamento dei livelli dei mari. Entro li 2050 la popolazione mondiale sarà di ben 10.000.000.000 di abitanti e i beni che abbiamo non basteranno per soddisfare tutta questa popolazione e quindi dovremmo iniziare a seguire stili di vita più sostenibile, senza privarci dei beni principali. Se ognuno, nel suo piccolo cercasse di ridurre gli sprechi per tutta la popolazione mondiale sarebbe un grande contributo che daremmo a tutto il ″MONDO″. Un altro problema a cui dobbiamo far fronte in questi anni è il problema della carta. In mare è stata avvistata un’isola fatta di plastica grande quanto l’Irlanda e, solo questo, ci dovrebbe far capire che la gravità della situazione ambientalistica mondiale è gravissima e quindi dovremmo iniziare a riciclare tutta la plastica anziché buttarla per strada o peggio ancora in mare dove, come già detto in precedenza viene mangiata dai pesci che noi stesso consumiamo.

Per rendere più facile eseguire queste piccole regole c’è un piccolo trucchetto: seguire le 3 R della sostenibilità.

  1. RIDURRE

  2. RIUSARE

  3. RICICLARE

Oggi i dati disponibili testimoniano quello che noi uomini stiamo facendo all’ambiente. I dati raccolti hanno testimoniato una temperatura maggiore di +1,45 gradi centigradi. All’apparenza potrebbe sembrare un innalzamento della temperatura minuscola che potrebbe non comportare nessun mutamento agli ecosistemi ma, un recente studio ha dimostrato che, entro il 2030 la temperatura si porterebbe  a +1,00 grado centigrado e, entro la fine del secolo arriverebbe a +2,00 gradi centigradi che comporterebbe l’innalzamento del livello del mare di ben 6 metri e quindi la distruzione di molti ecosistemi di terra ferma. Qui sotto ci sono due storielle simboliche scritte e ideate da Marco Venezia                                                 

UN MARE DA SALVARE

Questa storia è ambientata nell’oceano Pacifico dove esiste una vera e propria isola di rifiuti grande quanto 3 volte la Francia. Per la maggior parte è costituita da reti da pesca e plastiche rigide tossiche. Un giorno un pescatore stava in mare aperto per godersi una giornata libera per riposarsi e divertisti. Gli venne voglia di nuotare e, proprio mentre nuotava accadde una cosa insolita, trovò tantissimi pesci e animali marini impigliati e altri morti e…un’isola di plastica. Risalì sulla barca e chiamò la guardia costiera che intervenne subito assieme la guardia eco zoofila che aiutarono gli animali bloccati e tolsero quelli morti dall’acqua. Da quel giorno il pescatore aprì un’associazione per la tutela dei mari e degli animali che ci vivevano.

Storia ideata e scritta da M. Venezia 2018©

UN PIANETA DA SALVARE 

Questa storia ambientata sul nostro pianeta e vi vorrei esporre la mia esperienza sul campo della sostenibilità. A Melfi esiste la raccolta differenziata, ma non tutti la rispettano, ecco perché: nei bidoni ci sono quasi sempre materie estranee in un cassonetto che è fatto per tenere magari materiale organico.                                                            Un altro esempio è trovare spazzatura in giro per il paese gettata a terra anziché negli appositi cassonetti, e questo, è una forma d’inquinamento che si potrebbe evitare causando meno soffocamento all’ambiente e, non danneggiando gli ecosistemi circostanti. Ho visto in televisione che, nel Pacifico c’è un’isola fatta di spazzatura che è costituita per la maggior parte da materiale nocivo e un’altra parte da materiale compostabile che però, viene ingerito dai pesci che a loro volta è portato nelle tavole e quindi ingerito da noi‼ Secondo un inventore canadese ci sarebbe un modo per dimezzare la plastica in mare. 

Storia vera ideata e scritta da Marco Venezia 2018©

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