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Nona tappa del Tour de France: Lo sterrato di Turgis




Al Tour de France è il turno degli sterrati, a chiusura della prima sezione di gara.

Dopo una serie di tentativi, va via una fuga con uomini interessanti: Lazkano, Aranburu, Lutsenko, Pidcock, Stuyven, Vermeersch, Powless, Healy, Turgis, Reinders, Van Gils, Romo, Zingle e Derek Gee.

In gruppo, sulla prima salita in sterrato, la Visma fa schizzare l'andatura.

Pogacar ed Evenepoel restano nel drappello di testa, al pari di un ottimo Ciccone e di Moscon in appoggio a Remco; Roglic invece si fa trovare troppo indietro ed è costretto ad inseguire.

Nel gruppo dello sloveno rimangono anche Ayuso, Van Aert ed il campione italiano Bettiol.

Tra il gruppo dei fuggitivi e quello della maglia gialla, naviga intanto un gruppo con Küng e Bardet.

Il ricongiungimento di Roglic con il gruppo Pogacar avviene dopo 20 km; nel frattempo viene riassorbito pure il plotoncino dei primi inseguitori alla testa della corsa.

Su un tratto piano di sterrato Vingegaard fora ed è costretto a cambiare la bicicletta durante il forcing della UAE; Tratnik gli dà la sua e il danese rientra.

A 90 dall'arrivo Pogacar abbozza un allungo in discesa; si accodano Evenepoel e Jorgenson.

In 500 metri il gruppo torna sotto.

In questo frangente la fuga ha 1 minuto di vantaggio sul gruppo.

Mancano all'appello nel gruppo dei big Simon Yates e Carapaz, sprofondati indietro di minuti ed ormai fuori classifica.

Ai - 80 dall'arrivo, su un altro settore, è Van Aert ad alzare i giri del motore e decretare di nuovo la selezione.

Ai -78 Evenepoel, in cima al tratto, ora in asfalto, si produce in una cannonata.

Pogacar e Vingegaard si guardano in compagnia di Roglic e Van der Poel; poco dopo reagisce in pianura Pogacar, subito tallonato da Vingegaard, ancora con la bicicletta di Tratnik.

I due rientrano; Pogacar dá un paio di cambi, Vingegaard ovviamente no perché sarebbe controproducente per lui perdere volata e secondi di abbuono dai due.

In generale, a così tanti chilometri dall'arrivo, l'unico dei 3 che ha concreto interesse ad insistere è la maglia bianca belga, per aumentare il margine in classifica su Roglic in vista delle montagne.

I tre allora si rialzano e il gruppo Roglic, guidato da un Hindley oggi generoso, rientra.

Si segnala ancora la presenza di Ciccone, spesso nelle prime posizioni.

A 57 dal traguardo Evenepoel sbaglia traiettoria sullo sterrato; ritorna sotto con Mas e Gall al mozzo.

Poco dopo cade Vlasov in una canalina: per lui un taglio profondo al gomito ed uno sul fianco.

A 42 dall'arrivo si muovono i corridori desiderosi di vincere la tappa, in caccia alla fuga che ha 1'22" di vantaggio: aprono le danze Matthews ed il norvegese Tiller, seguiti da Van der Poel, Rui Costa, Fuglsang, Girmay e Gaudu.

Il gruppo desiste da qualsiasi genere di inseguimento e da dietro rientrano in tanti

Su uno sterrato ai - 31 Politt accelera con Pogacar a ruota, senza tuttavia produrre effetti.

A 22 dall'arrivo, su un tratto di sterrato più complicato e ventoso, la maglia gialla attacca in prima persona: lo seguono Laporte e Jorgenson, mentre il leggero Vingegaard perde qualche metro.

Prima il francese e poi l'americano danno una mano al vincitore uscente a rientrare con un lavoro notevole.

Pogacar all'inizio insiste, poi rifiata; si riporta sotto il drappello Evenepoel (in testa a tirare) - Roglic - Rodriguez, i quali evidentemente non incutono paura né a Tadej né a Jonas.

Ai - 11 Stuyven se ne va in pianura tra i battistrada con un colpo di mano pregevole; Gee e Lutsenko guidano l'inseguimento.

Nell'ultimo tratto di sterrato ritenta ancora Pogacar, ma rinuncia dopo 300 metri perché Vingegaard e Evenepoel gli prendono la ruota; dopo 1 km nuovo assalto dello sloveno e nuovamente Vingegaard reagisce e resiste in scia.

Davanti Stuyven, dopo una bellissima azione, finisce le energie e viene ripreso ad 1 km dal traguardo.

Healy prova il colpo da finisseur agli 800 metri.

Allo sprint è il francese Anthony Turgis, secondo alla Sanremo 2021 proprio dietro Stuyven, che brucia Pidcock.

Grande vittoria per il corridore della Total Energies.

Dietro i fuggitivi, Girmay si prende i punti per la maglia verde.

Come si poteva prevedere, la tappa è stata scoppiettante e non ha prodotto alcun distacco in classifica, complici gli ultimi 50 km senza salita.

Un Tadej Pogacar molto bellicoso e generoso, sullo sterrato a lui caro, ha provato reiteratamente a guadagnare margine sugli avversari, specialmente su Jonas Vingegaard.

Quest'ultimo ha perso qualche metro solo in una circostanza, ben aiutato dai compagni; per il resto non ha mai mollato la ruota del leader della generale, denotando grande resistenza.

Ne escono indenni pure un ottimo Evenepoel e gli opachi Roglic e Rodriguez.

Molto brillante Ciccone in una tappa a lui ostile, che ha chiuso con loro e non ha alcuna intenzione di farsi da parte in ottica top 10.

Brutta prova invece di Alberto Bettiol in una tappa a lui adatta; finora il tricolore toscano non ha convinto in questa Grande Boucle.

Domani primo giorno di riposo.



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