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Premio Croce 2024, a Le Nostre Notizie Cultura Massimo Teodori per presentare il suo libro in gara ''Antitotalitari d’Italia'' INTERVISTA


Bentornati a Le Nostre Notizie Cultura, il format, quest'anno interamente realizzato con questa tipologia di prodotti editoriali e con il cortese contributo del Premio Benedetto Croce di Pescasseroli. Oggi abbiamo qui con noi, come ospite, Massimo Teodori, politico e storico in gara nella sezione saggistica con il suo libro ''Antitotalitari d’Italia'' edito da Rubbettino editore. Ecco qui la sua intervista. Buona lettura!


Bentrovato Massimo, grazie per aver accettato l’invito di Le Nostre Notizie per questa intervista in collaborazione con il Premio Croce 2024 di Pescasseroli. Prima di parlare del suo libro in gara nella sezione saggistica dal titolo ‘’Antitotalitari d’Italia’’ le vorrei chiedere, prima di tutto, di spiegare ai nostri lettori qual è il significato del termine Antitotalitario e perché adesso si torna a parlare del totalitarismo?

Il Novecento è stato il secolo dei totalitarismi: nazismo, comunismo, fascismo che hanno funestato quasi tutti i paesi d’Europa. Il totalitarismo è un regime che si fonda sul controllo totalitario dello Stato e della società politico e nell’impostazione ideologica che pretende di plasmare l’intera società spesso anche negli aspetti economici e culturali. Il nazismo fu la quintessenza del totalitarismo che pretese addirittura di dominare e sterminare le etnie diverse da quella “ariana”. Il comunismo pretese di creare un “uomo nuovo” e di sottrarre l’economia alle decisioni individuali per metterla in mano allo Stato, cioè al partito, anzi ai dirigenti di partito. Il fascismo non giunse a questi estremi ma teorizzò il partito unico e la trasformazione dell’uomo secondo i propri canoni ideologici. Oggi l’integralismo islamista e paesi come Russia, Cina ed Iran hanno molti caratteri totalitari.

Chi sono gli antitotalitari?

Antitotalitari sono quegli esponenti e quei movimenti che combattono i totalitarismi. Il termine può riferirsi al pensiero politico o alla storia politica. L’antifascismo di per sé è stata solo una faccia dell’antitotalitarismo che tuttavia ha mostrato una contraddizione quando si è appiattito nell’esaltazione del comunismo sovietico e dello stalinismo seguiti dal Partito comunista italiano fino agli anni Settanta del Novecento, se pure diluita in una cosiddetta “via italiana al socialismo”.  

Lei è stato anche membro di alcune commissioni d’inchiesta come quelle su Sindona , la P2 e l’Antimafia. Potremmo associare il termine totalitarismo al mondo mafioso? Se sì, perché?

Ho speso molte energie quando sono stato deputato radicale e poi eletto senatore da coalizioni tra radicali, socialisti riformatori e liberali nelle grandi commissioni d’inchiesta degli anni Ottanta, ed ho stilato relazioni di minoranza sul caso Sindona e sulla P2, quindi scritti sulla questione mafiosa. Io non userei il termine “antitotalitario” se non in maniera indiretta per definire l’attività in quelle commissioni d’inchiesta e in particolare sul mio lavoro di ricerca e interpretazione. Lo catalogherei piuttosto come un’attività contro la corruzione e il degrado della politica italiana che non si è mai liberata in molti dei suoi soggetti partitici e correntizi dal condizionamento di forti lobbies che hanno agito proprio con metodi mafiosi al di là delle componenti direttamente riconducibili alla mafia intesa in senso tradizionale.

Infine, ci può parlare del suo libro in gara al Premio Croce 2024?

Essendo stato per settant’anni un militante politico e intellettuale da professore universitario, giornalista, e parlamentare, ho voluto scrivere una specie di memoria sui più importanti leader politici, di qualsiasi orientamento ideale che hanno lasciato un’impronta nella politica italiana di carattere antitotalitario, cominciando proprio con quel Benedetto Croce che conobbi personalmente e presi tra i miei maestri in giovanissima età. Nei vari capitoli del libro troverete i profili di liberali e socialisti riformisti, cattolici e radicali, conservatori e progressisti democratici che hanno meritato di essere inseriti nel mio pantheon antitotalitario non per dichiarazioni astratte ma per il modo di operare nella vita pubblica del nostro paese. Per questo sono lieto di essere stato selezionato nella terna saggistica del premio intitolato a Benedetto Croce, il capostipite delle personalità a cui ho dedicato il mio libro.

Ringraziamo Massimo Teodori per averci concesso del suo tempo e gli auguriamo buona fortuna per il suo percorso al Premio Croce 2024. Presto altre interviste dai protagonisti di questa edizione del Premio!


Riproduzione riservata


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