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Seconda Tappa del Tour de France: la fuga di Vaquelin




La seconda tappa del Tour de France è la Cesenatico - Bologna, che prevede la doppia scalata del San Luca, traguardo storico del Giro dell'Emilia, e l'arrivo posto dopo la discesa.

Va via una fuga con 11 atleti: Jegat, Tejada, la maglia a pois Abrahamsen, Cristian Rodriguez, Laurance, Houle, Pacher, Teunissen, Oliveira, Vauquelin e Welten.

Il vantaggio sale a 9 minuti, poi scende a 5 e mezzo in cima alla Gallisterna.

Al traguardo volante finiscono per terra, senza particolari conseguenze, Van Aert, De Plus e Jorgenson.

Il gruppo riprende a sonnecchiare ed il vantaggio aumenta ad oltre 9 minuti.

Nel frattempo continua il calvario di Cavendish e Jakobsen, che rischiano seriamente di finire fuori tempo massimo martedì nella tappa del Galibier.

Si stacca pure Van der Poel, disinteressato a tenere le ruote del plotone.

Il gruppo torna a guadagnare sulla fuga solo quando si mette a tirare Campenaerts della Lotto Dstny di Van Gils: ai piedi del primo passaggio sul San Luca il vantaggio è di 4 minuti.

Davanti attacca l'iridato under 23 Axel Laurance nella curva delle Orfanelle; sarà raggiunto poco dopo.

Dietro sono Van Aert e Benoot della Visma a fare l'andatura, piuttosto conservativa.

In pianura si avvantaggiano Oliveira, Abrahamsen e Vauquelin, che guadagnano 34" prima del secondo ed ultimo San Luca.

Il talentuoso francese classe 2001 attacca subito tra le ali di folla della salita bolognese, pianta in asso i compagni di avventura e si avvia a vincere la tappa in solitaria.

Quella del transalpino è un'impresa di tutto rispetto.

In gruppo Benoot attacca la salita a tutta e poi cede il passo a Jorgenson, rilevato da Adam Yates della UAE.

A sorpresa, vanno in difficoltà Primoz Roglic e Carlos Rodriguez, che restano nel gruppo della maglia gialla Bardet e di Bernal.

Perdono terreno pure Ciccone, Vlasov, Hindley, Simon Yates, Ayuso, Almeida, Jorgenson, Gall, Landa e Pello Bilbao.

Molto più brillanti invece Mas, Carapaz ed Evenepoel, che restano con la coppia più attesa e Adam Yates.

A poche centinaia di metri dalla vetta, ecco il primo affondo violento di Tadej Pogacar, rintuzzato da Jonas Vingegaard, molto più brillante del previsto (andrà verificato in alta montagna).

I due se ne vanno e per gli altri è notte fonda; è ricominciato il duello delle ultime edizioni.

Tra discesa e pianura i due marziani collaborano, ma subiscono il portentoso rientro nel finale di Remco Evenepoel, che si porta al mozzo Richard Carapaz.

Sia il belga sia l'ecuadoriano sono stati autori di un'ottima tappa.

Sfruttando la superiorità numerica, si riavvicina il gruppo Roglic - Rodriguez - Bardet - Ciccone, che perde solo 21".

Pogacar torna in giallo dopo due anni con lo stesso tempo di Evenepoel, Vingegaard e Carapaz.

Domani volatone a Torino.



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