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Settima tappa del Tour de France: La prima gioia di Remco

È il momento al Tour della tappa "contre - la - montre" di Gebrey - Chambertin.

Sono 25 km prima mossi e poi del tutto pianeggianti negli ultimi 7 km. Il primo tempo interessante lo fa rilevare lo specialista svizzero Bissegger: 30'06". A sorpresa lo supera l'interessantissimo francese del 2001 Vauquelin, per ben 21". È poi il turno di Victor Campenaerts, in testa per 76 centesimi e 8" davanti allo sfortunato Küng, il quale accusa un problema meccanico. Pure Wout Van Aert disputa la tappa a tutta, ma la sua crono è in linea con la sua prima parte di Tour: impalpabile. Considerato che era tornato in gara già a giugno ed ha avuto il tempo per prepararsi discretamente, il suo rendimento è fin qui inspiegabile, considerate le grandi qualità. Intanto il Tour regala una bellissima immagine, quando la strada viene festosamente invasa da parenti e amici del francese Julien Bernard della Trek, figlio di Jean - François, che salutano il corridore locale. È poi convincente la prova di Ben Healy, che cala solo nel finale e si posiziona a 7" da Campenaerts. Del tutto anonima la crono di Geraint Thomas, giunto al Tour in qualità di luogotenente e senza ambizioni personali. A questo punto l'attenzione è tutta sugli uomini di classifica. Al primo intertempo Vingegaard ha 9" di vantaggio su Roglic; Evenepoel ha 11" di vantaggio sul danese; Pogacar ne ha 3 di ritardo dal belga. Intanto arriva un ottimo Jorgenson a soli 2" da Campenaerts, così come Almeida a 5. Al secondo intertempo, in cima alla côte, Vingegaard ha 15" di margine su Roglic; Evenepoel ne ha 23 di vantaggio su Vingegaard; Pogacar ne perde 10 dall'iridato a cronometro belga. Remco ha fatto la differenza in salita. Arriva dunque Carlos Rodriguez, con 35" di ritardo da Campenaerts. Al traguardo giunge poi Roglic con 18" di vantaggio sull'ex primatista dell'ora della Lotto. Lo sloveno ha chiuso in grossa crescita, tanto è vero che rifila 3" a Vingegaard, molto prudente in discesa. La sfortuna ai - 2 dal traguardo colpisce Evenepoel, che fora ed è costretto quasi a fermarsi.

Il belga prosegue e chiude con il tempo bestiale di 28'52", 34" meglio di Roglic, grazie a violentissime trenate in pianura, il suo terreno prediletto. Tadej Pogacar termina la crono con 12" di ritardo da Remco e ne guadagna 22 su Roglic e 25 su Vingegaard. Tolto il vincitore Evenepoel, sempre più minaccioso, 0 a 0 tra gli altri 3: Pogacar e Roglic in linea con le previsioni della vigilia, Vingegaard un pochino meglio. Modeste, rispetto alle attese, le prove di Ayuso, già vincitore di cronometro quest'anno, a 1'18" e Rodriguez a 1'27". Si difende dignitosamente Ciccone, sempre a disagio a crono, a 2'27". Remco Evenepoel vince, nonostante la sfortuna, la sua prima tappa e si conferma il miglior cronoman al mondo su questi percorsi. In classifica Pogacar, saldamente in giallo, guida con 33" su Evenepoel, 1'15" su Vingegaard e 1'36" su Roglic. I big four sono ancora là.



Domani tappa da fughe.

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