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The Sand Crisis

Nell’immagine si possono vedere dei pilastri di calcestruzzo realizzati in parte con la plastica

Vi siete mai chiesti di cosa sono fatti i palazzi che riempiono tutte le grandi città? Se non vi siete mai posti questa domanda, allora, molto probabilmente, non saprete della crisi della sabbia che stiamo vivendo attualmente. Questo perché uno dei materiali più utilizzati per le nostre costruzioni è il calcestruzzo che è fatto dal 25% di sabbia. Però non tutte le tipologie di quest’ultima sono adatte. Contrariamente a quello che potremmo pensare la sabbia del mare non è adatta a causa della troppa quantità di sale, mentre quella del deserto è troppo liscia. 

Dunque, la maggior parte dell’estrazione di questo materiale avviene vicino alle rive dei fiumi dove viene raccolta in grandissime quantità. Un esempio è il fiume Mekong dove secondo la WWF e la Mekong River Commission, il letto dei due canali principali del delta del Mekong hanno perso 1,4 m di altitudine tra il 2008 e il 2018. Oltretutto questo bacino costituisce un’importante risorsa di cibo per le persone che ci vivono. Ma tutto questo ecosistema è messo a rischio da questa forte attività umana. Purtroppo il Mekong non è l’unico posto dove la presa di sabbia sta creando problemi. In Kenya e India, ad esempio, ci sono stati violenti scontri a causa di queste operazioni. In questi paesi la sabbia viene consumata ad un ritmo di 18 kg per ogni persona sul pianeta ogni giorno. 

Per fortuna ad oggi sono aumentati i controlli e le restrizioni verso questa industria. Oltre a ciò un gruppo di ricercatori potrebbe aver fatto una scoperta che ridurrebbe notevolmente lo sfruttamento di questo materiale. Una delle soluzioni che questi scienziati hanno proposto è la plastica. Quest’ultima, infatti, potrebbe sostituire per il 10% la sabbia che viene utilizzata per la realizzazione del calcestruzzo. Questa rivelazione diminuirebbe sensibilmente la quantità di sabbia estratta dalle rive dei fiumi. Tutto questo aprirebbe una nuova alternativa per il riciclo della plastica che nei paesi in via di sviluppo come l’India aiuterebbe a far calare la grande quantità di rifiuti prodotti dai cittadini.

Altre soluzioni possibili potrebbero consistere nell’implementare i controlli fatti nelle miniere di sabbia. Come ha detto il professor Orr dell’università di Cambridge si potrebbero creare delle miniere sostenibili che garantirebbe un minor impatto sull’ambiente.

In conclusione quello che questo gruppo di ricercatori spera è l’attuazione di queste soluzioni che sicuramente aiuterebbe ad arginare questo problema. Indubbiamente tutto questo diventerà possibile solo con una maggiore collaborazione tra i paesi.

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